mercoledì 3 aprile 2013

Quando il sindacato diventa un caporalato.

Purtroppo il sistema è imperfetto e capita, da tempo oramai
che i sindacati, specie alcuni, non difendano più gli interessi dei lavoratori ma solamente i loro. E' capitato di recente alla Pometon dove se vuoi fare carriera, o guadagnare di più, devi versare alla Cisl 200 €, come il famigerato caporalato nel sud.


"È l'ennesima storia di accordi separati in fabbrica: i metalmeccanici della Fim-Cisl che sottoscrivono il nuovo contratto con l'azienda, la Fiom che si rifiuta di firmare. Ma quello che accade alla fonderia Pometon di Maerne di Martellago (Venezia) non ricalca semplicemente la vicenda della Fiat di Pomigliano. Perché da domani i lavoratori con la tessera Fiom in tasca guadagneranno seicento euro in meno al mese dei colleghi che svolgono lo stesso mestiere, e se invece vorranno aderire al nuovo contratto dovranno versare obbligatoriamente duecento euro alla Fim-Cisl. Per l'onere di avere condotto una trattativa lunga un anno, dicono i delegati del sindacato che ha firmato. Per la Fiom invece si tratta di un inedito nella storia della contrattazione sindacale e non esitano a definirlo "pizzo".
C'è di più. Venerdì nella bacheca degli spogliatoi i proprietari della fonderia, che conta 177 persone tra operai e impiegati ma che versa in stato di crisi tanto da avere annunciato cinquanta esuberi, hanno posto un avviso diretto a coloro che si sono opposti al nuovo contratto: per loro mangiare alla mensa aziendale costerà due euro invece dei soliti trentacinque centesimi trattenuti in busta paga.
"Mai visto niente di simile in quarant'anni", commenta il segretario della Fiom veneziana Giuseppe Minto: "E' l'abolizione dell'erga omnes ovvero dell'applicazione di un contratto a tutti i lavoratori della stessa azienda". Lo scorso anno la Pometon aveva deciso unilateralmente di cancellare gli accordi integrativi per poi proporre una rivoluzione interna alla fonderia: abolizione della forfettizzazione dei turni e salario inferiore per i nuovi assunti.
"Ciò significa discriminazione salariale e soprattutto maggiore carico di lavoro senza un adeguato compenso", dice Minto, spiegando le ragioni per le quali la Fiom non ha firmato. E aggiungendo un particolare agghiacciante: "Nel nuovo contratto il premio di risultato è legato anche alla quota di infortuni in fabbrica. Insomma, se un operaio muore i suoi colleghi prenderanno meno soldi".
Sulla questione dei duecento euro, una bella somma per un operaio, interviene il segretario della Fim-Cisl veneziana Stefano Boschini: "Si tratta di un contributo dovuto. Ma quei soldi non andranno alla Cisl, verranno dati per la ricerca sul cancro".
Per Boschini la separazione netta tra lavoratori con l'accordo e lavoratori senza l'accordo è soltanto virtuale: "A dicembre abbiamo chiesto agli operai in assemblea di esprimersi sul nuovo contratto, e una maggioranza bulgara ha votato per la firma. Perché la Fiom non prende atto che i suoi tesserati stanno dalla nostra parte?".
Il sindacalista è poi d'accordo con l'azienda che ha deciso di applicare le nuove paghe e le nuove condizioni soltanto a coloro che volontariamente aderiscono: "Se la Pometon ha cancellato gli accordi integrativi chiedendoci di sederci attorno ad un tavolo per discutere nuovi accordi è perché la Fiom continua a fare causa ai proprietari delle fabbriche per comportamento anti- sindacale".



Fonte:
http://www.huffingtonpost.it/2013/03/30/pometon-sindacati-cisl_n_2984676.html?utm_hp_ref=italy

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